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Novembre 2025



25Ho scritto a nudm e booq proponendo dei talk sulla malattia mentale. Nessuna risposta.
Ecco io volevo dire che non ci credo più alle lotte dei normodotati e delle persone che hanno problemi, ma non invalidanti come la mia. E ci sono un sacco di persone combinate come me che si confrontano non con compagne e compagni, ma solo con gli amici malati mentali che non ti lasciano sola, ma non basta.
Servirebbe parlarne, bisognerebbe spiegare che cos'è la malattia per creare dei posti sicuri con gente sicura con cui andare a manifestare, per esempio. 
Ma no, tutto tacere. 
Noi invisibilizzati dallo stigma, urliamo per una partecipazione politica che non avverrà.
Non credo più nella lotta. Scriverò di transfemminismo nella mia casetta, coi libri necessari e la rabbia che serve.


24Quando mi hanno ricoverata la prima volta ho pensato che mi bastasse un letto e un comodino per vivere serenamente col mondo, internata in quel corridoio. 
Sono andata a ritroso nel tempo e ho beccato questa foto in cui leggo tutta la sofferenza di cui ero capace. Non mi bastava altro.
Sono cambiate molte cose da allora: il progetto per due libri, la palestra, il CSM e la psicoterapia, il gruppo ama. La vita pian piano si è allargata. Speriamo di non esplodere.




24Non so scrivere più.
Tutta quella poesia l'ha divorata la malattia che mi ha vista brava in qualcosa e io, brava in qualcosa, non posso esserlo.
Parlo, questo sì, ma scrivere è diventato difficile come solo Sisifo sa.
Guardo i gatti, guardo questo soggiorno in cui ho tradito la postazione del fumo facendo vacillare il mio posto al sicuro. Guardo Karen che pulisce come io sapevo fare un tempo e non so fare più. Guardo i libri così difficili da leggere, le lettiere pulite, gli stracci che sanno di candeggina. Odoro l'odore di buono: la stanza quando viene lavata non so perché ma diviene più fredda.
Non so scrivere più proprio ora che vorrei. D'altronde è tutto un sabotaggio.


24 Questa pianta non ho idea di come si chiami e neanche voglio saperlo.  Quando è arrivata a casa io e Giuseppe l'abbiamo chiamata Olga e allora ci siamo messi a dare nomi a tutte le piante: Spinetta, Bombolo, ecc.
Io a quel tempo avevo una cura delle piante ossessivo: mi commuovevo quando spuntavano piccoli fiori, foglie nuove.
Ora il giardinaggio è una cosa che non faccio più ma che vorrei rifare. Ma senza ossessione.




23La gravidanza è un tasto dolente per me. Ho dovuto accettare di non poter avere figli per non cambiare la mia routine e le cure farmacologiche.  Potrei provare a modificare qualcosa? Certo, ma non me la sento: odierei mio figlio se stessi male durante la gravidanza per aver pensato a lui e non a me.
Questo non è egoismo: è stata la cosa più difficile da accettare nella mia vita di malata psichiatrica e ha creato una pesantezza che le altre persone non hanno. Loro hanno la leggerezza, io avrei solo il tormento. E il tormento è una gran compagna, ti aiuta a reindirizzarti.
Credo sarei stata una buona madre, ma mi accontento di essere una brava persona, con dignità.


20Sono nel palco del teatro massimo.
Mi sembra di essere tipo il conte di Montecristo che va a teatro con la sua protetta per farsi vedere.
Io invece sono molto defilata, quasi vergognata da tutta questa bellezza.
Le opere le ho sempre guardate in TV e ascoltate in radio, mi sentivo più a mio agio.
Qua piccola piccola mi pare tutto un sogno e l'accordatura degli strumenti una musica celestiale. 
A volte momenti di felicità.


20 É bello che al CSM ci sia una persona con evidenti problemi tra i segretari.
É molto lento, ma meticoloso e preciso. 
Si veste come uno scappato di casa e sta sempre al cellulare.
Fa malissimo il suo lavoro e credo che nessuno lo sopporti, soprattutto il segretario che si sente un dottore col camice bianco. 
A me piace la signora, così dolce e comprensiva.  Oggi non c'è.  E neanche la lavagna è colorata. Oggi il CSM è tutto fari bianchi e neon accecanti, persone strane. Non vedo l'ora di salire dalla psichiatra per sfuggire a questo mondo che è il mio, di mondo. 
Ma oggi non lo reggo.  Oggi vorrei guardare il cielo senza sentirmi cretina.
Una signora si è avvicinata, mi chiede l'accendino e una sigaretta, le regalo tutto. Mi dà un bacio e mi dice che sua madre è impazzita ed è al pronto soccorso.  Le ho detto che so quello che si prova e lei è scoppiata a piangere.
Il CSM è il luogo della morte nel cuore.




18Quando apri un pacchetto di sigarette e ti fumi la prima senti quasi un dolore di dispiacere per averlo snaturato.




16 Un giorno siamo andati al circolo degli anarchici per sentire Bonanno, l'anarchico. Lo stesso anarchico che venne detenuto per un anno a causa di un suo scritto. Io e Giuseppe eravamo entusiasti.
Dunque, andiamo.  Vederlo mi provoca emozione e invidio la ragazza che lo abbraccia con calore.
Entriamo tutti in sede, ci sediamo e accomodiamo: il caldo è infernale. Resistiamo.
Bonanno inizia a parlare dei vangeli. Basiti io e Giuseppe ci chiediamo se fossimo a una lezione di catechismo.  Poi racconta la sua storia d'aver lasciato moglie e figli e ricominciato la sua vita: l'ennesimo uomo che scarica tutto sulle spalle di una donna.
Al momento delle domande, consapevole che NUDM “non mi voleva”, gli chiedo che cosa farebbe un anarchico davanti a una malata mentale che vuole fare la lotta. Lui mi risponde che la lotta si può fare anche da soli.
Lo sconforto che ho provato è stato immenso: anche i compagni anarchici mi lasciavano sola. 
La lotta intersezionale non include i malati mentali. Siamo esclusi dalle lotte e le prima che dobbiamo fare sono proprio in quelle categorie di persone che dicono di essere aperte ma che io trovo sempre chiuse.
Bonanno, pace all’anima sua, è stato un esempio di cristianesimo: una tristezza enorme.
Il catechismo si trova anche quando non te lo aspetti


10 Mi inonda una fortissima voglia di bestemmiare. Bestemmiare dio, gesú e i santi (uomini). La Madonna e le sante non le bestemmio perché credo siano le prime femministe della storia e io voglio bene loro come si vuole bene a un profumo antico.
Impreco un sacco: mi cade una penna? Impreco; ricevo una brutta notizia? Impreco; mi danno una brutta risposta? Impreco. 
Da piccola avevo questo piccolo mantra con una bestemmia a uno di questi uomini e chiedere scusa subito dopo. Me lo ripetevo in testa di continuo.  Sono una blasfema da quando ho 5 anni.  Mi attirava quello SC di scusa, mi ci bloccavo proprio.
Che ci posso fare? É la mia maniera di credere in dio.


10Adelino puzza di cacca: scoraggia come se non ci fosse un domani: tutto oggi, milioni di peti.
Eppure è qua acciambellata, mi salva dal nervoso che mi prende per non essere una buona madre e una buona padrona di casa.
Sono ferma, neanche riesco a muovermi, a leggere, a fare le coccole. Ferma. 
Mio padre dice che i post che scrivo e le storie che faccio sono noiose e ripetitive.  Ci pensai anche io. Cazzo non so fare neanche questo: condividere il proprio sapere esperienziale per aiutare qualcuno.
Forse papà deve solo sminuirmi come fa sempre e pace all'anima sua.
Oggi non è una crisi isterica, è una angoscia che mi attanaglia e tenaglia le gambe: capiamo come le gambe siano il mio punto debole e questo lo riscontro in mille circostanze: quando mi si ammollano e mi sembra di svenire, quando mi dolgono tanto ho fatto resistenza, peggio della palestra. Le mie gambe non camminano, hanno bisogno di costante riposo, di serenità, senza scatti, senza premure, senza corde. Una stasi conscia, un modo di stare al mondo: ferma.  Vorrei che l'analisi del mio cervello bastasse per il resto del corpo. Invece devo avere a che fare con queste due, adesso intirizzite a freddo e solide più che mai.


9É difficile parlare della depressione.
Ho fatto un video insufficiente. Forse per paura.
La depressione è la mia compagna di viaggio verso la morte.
É una malattia dentro la malattia.
Nella diagnosi infatti non c'è scritto solo che sono schizoaffettiva, ma che ho anche una depressione maggiore. Le due cose camminano insieme, si tengono per mano.
La depressione io non la so spiegare. Arriva. E tu l'accogli, se ci sei abituato: guardare il soffitto, non lavarsi, mangiare male, stanchezza mortale, apatia, astenia.
Tu puoi solo accoglierla almeno il tempo di un decorso lento, ragionato. Angoscia e tristezza di alternano in questo gioco di rimandi malattia dentro la malattia.
Ecco io non so parlare della depressione perché è una cosa così grande che mi perderei. É una cosa enorme, una mongolfiera che ti fa planare sulle cose e ti ributta a terra.
Avrò bisogno di molto pensiero per esprimere la depressione. 
Cazzo.


8Abbiamo passato insieme un tempo che va dal 2005 al 2025.
Abbiamo camminato tanto, soprattutto alla comune: avanti e indietro per comprare il vino e andare a Catania. Quel pezzo di vita rimarrà nel mio cuore nonostante il degrado. Un anno disperato e fantastico.  Abbiamo ballato insieme i valzer per strada insieme a un amico pe tornare a casa ubriachi. Non ho mai vomitato per l'alcol, lo reggevo bene.
Voi, scarpette belle, ci siete sempre state, ovunque.  In ogni casa nuova, in ogni passeggiata. Dipingevo con voi e infatti siete sporche di colore. Ho amato un altro paio di scarpe e delle pantofole: durante il trasloco le ho buttate: i miei passi anche con loro sono stati tanti e con le pantofole sono stati così pochi (letto divano divano letto).
Con le scarpe ho un rapporto particolare e ieri avevo i piedi fradici e mi sono accorta che queste scarpe sono ambedue spaccate. 
É finita un'altra epoca, ho pensato. Ogni scarpa che butto è un pezzetto di vita che se ne va, non riesco a gettare con leggerezza. Anche le dr Martens finte è stato difficile buttare dopo 20 anni.
Ecco, io le scarpe le ammiro perché mi reggono mentre io il peso del mondo non lo reggo mica!




6Mi sento molto Tobino in questo momento quando iniziarono a usare le pillole e le punture per curare i malati del manicomio. Lui aveva una idea manicomiale antica e scrisse due libri molto belli sulle donne in manicomio e odiava quel rumore del carrello dei medicinali che girava per le stanze. Lo odiavo anche io a villa Margherita (al policlinico non ricordo rumori).
Ora, Barbetta ha detto che la follia è un dissenso esistenziale e a me pare proprio una stronzata. Prendere 16 pillole al giorno in quale logica è un dissenso? Perchè io non lo capisco, ma capisco che l'ennesimo professore che non è dentro la malattia mentale, anche qualora avesse familiari malati, scrive delle frasi d'effetto che alla fine dei conti non significano niente. Il mio dissenso quale sarebbe? Dovrebbe essere il non prendermi più pillole e rimanere matto: questa sì che è una forma di dissenso, ma a quale prezzo?
Mi sento stupida a volte di non capire le nuove parole d'ordine che si spaventano a dire malattia, follia.
Qualcuno mi spieghi per favore.




6Mi ricordo che da ragazza c'erano certune che dicevano per vantarsi "sono pazza!", con l'ingenuità che attraversa le adolescenti. 
Sono pazza era un modo per definire se stesse e un motivo di fascinazione per gli uomini: sono pazza, ti farò vivere ogni esperienza. 
Ecco io di me non ho mai detto né che sono matta né che sono un genio.  Non lo dico e dico solo che sono matta. Ma è una condizione di dati di fatto.
La mia psicoterapeuta, che dio la benedica, mi ha chiesto se mi considero malata o una persona che ha una malattia. Io mi sento una persona malata, non un individuo che ha una malattia.
Mi sento matta e questo nessuno me lo toglie.  Non posso essere un individuo con una malattia perché si distaccherebbe dalla percezione che ho di me. Io sono una persona malata, non sono la pazza che si vanta del suo esserlo.
All'inizio alla terapeuta dissi individuo con una malattia per non darle dispiacere, ma poi mi sono arresa alla verità.
Questa cosa sono io, le dissociazioni sono io, Matilde è dentro di me e controlla le psicosi, ho psicosi continue: come faccio a essere un individuo?
Io sono la mia malattia, non me ne vergogno. Lei vive con me e morirà con me, come voglio che sia.
Amen.


3É bello perché mamma dice che non so parlare. Le ho detto che non so neanche scrivere, confondo i soggetti, spesso non coniugo il congiuntivo e i pensieri sono così veloci da superare la parola.
Mi ha detto "peccato", ma non mi sento in difetto: la mia lingua va dove il discorso batte e se c'è una velocità espressiva devo andare.
Il libro sarà editato quindi non ci saranno errori grossolani come faccio quando parlo.
Però ecco mi divertivo. Sbaglio tutto e mi diverto. Parlo e mi diverto.
Forse la smetto di fare i video dopo l'ultimo discorso che ho da fare, cioè l'autodiagnosi. Ho detto tutto. Torno alla mia pace. Torno ai gatti. 


1Ho trovato nel vaso degli accendini (sì, ho un vaso per gli accendini) questo di qua.
É trasparente.  
Rimango stravolta dalla bellezza, è talmente bello che vorrei usare questo tutta la vita oppure non usarlo per non sprecarlo. 
É da circa 45 minuti che lo guardo, un pochino lo uso un pochino no. Ci guardiamo. Lo so che anche lui mi guarda.
La mia mente vola bassa. Ha bisogno di una miccia.