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Non posso prendermi cura 



Se dovessi arrivare a questo punto, lasciatemi morire.
Vi prego.
Ve lo chiedo per favore.
Ve lo chiedo supplicandovi come si supplicano i santi.
Vi chiedo di non sposarmi, per non lasciare al mio seguito dei figli strafottenti, dei figli rancorosi, dei figli che odiano, che mi odiano, perché per tutta la vita sono stati denigrati, odiati, rimproverati, avviliti, indesiderati.
Se dovessi arrivare a questo punto, non solo lasciatemi morire, ma lasciatemi sola.
Che io non vi possa dare motivi per preoccuparvi, per provare pena, per provare odio verso voi, verso me stessa per tutto quello che non ho fatto, odio per tutto quello che non ho avuto.
Se dovessi arrivare a questo punto, non ascoltatemi.
Le lamentele dei vecchi sono piene di scoregge e puzza e sputi e gola schiarita e denti rotti, denti che mancano, marciume in bocca, marciume in testa, presunzione di vita, squallore esistenziale, sguardo perso nel vuoto, prurito anale, calli, unghie ingiallite, unghie spesse tre centimetri che se ti ricoveri in ospedale ti fanno schifo i piedi dei vecchi e però mica lo puoi dire che ti fanno schifo e fai finta che sia una cosa normale avere i piedi così schifosi, così incurati, così ispessiti. Allora torni a casa con l’odore di pelle morta sotto le unghie e il disinfettante che ti appesta i vestiti e ti lavi i piedi una due tre volte quattro facciamo cinque sì dai non più di cinque e ti tagli le unghie, te le curi, poi passi la raspa per i calli, levi le pellicine, metti la crema e hai i piedi belli e al primo uomo con cui vai a letto glielo chiedi per conferma: “secondo me ho i piedi belli, tu che ne pensi?” e loro pensano sempre di sì, che i piedi li hai belli davvero e sono tanto belli che ti ci vengono, sui piedi, collo sperma che ti cola tra le dita e loro ridono e a te fanno schifo e torni in bagno e te li rilavi una due tre volte questa volta solo tre e tutto per colpa del fatto che non voglio essere così, non voglio diventare così, che Gaber era un pazzo e non si entra in un altro reparto dell’amore, ma in un nuovo reparto dell’odio dove hai il cuore morto e svuotare intestini con le dita non è altro che disprezzo che si somma al disprezzo e finalmente prende corpo, andando di corpo.