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Questo è l'oggetto più prezioso che ho. Eravamo a Piazza Marina. Una pazza freak vendeva cose bellissime. Io e Giuseppe non siamo mai state due persone che si regalano cose. In 14 anni lui mi ha regalato un libro di Wallace, un vinile di Gigli e questa collana. La misi subito e divenne un talismano contro ogni controversia, contro ogni malinteso, ogni male, ogni litigio. Questa pietra risolveva tutto, soprattutto le cose mie e di Giuseppe.
Quando fui ricoverata per la prima volta al policlinico fu la prima cosa che mi levarono: puoi strangolarti o qualcuno può ammazzarti, mi dissero. Oltre alla dignità mi levarono la pietra. Levai la collana e l'incantesimo si ruppe. Al policlinico, senza protezione della pietra, senza Giuseppe, senza nessuno (tranne mamma e zia), sola come un cane bastardo abbandonato che si lecca da solo le ferite. Senza questa collana Giuseppe mi disse un'imperdonabile frase che fece finire il nostro matrimonio. Senza questa collana mi sono innamorata ad ogni ricovero di persone a cui avrei dato il cuore per essere ricambiata solo per solitudine.
Oggi che siamo ufficialmente separati ho ritrovato la collana. L'ho rimessa. La pietra ha in sé tutto l'amore di cui siamo stati capaci e di tutti i fallimenti di cui siamo stati capaci. La pietra cresce insieme a me.
26I gatti mi salvano dalla mia sterile incoscienza dissociativa
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Giorno 11 io e Giuseppe abbiamo l'istanza di separazione.
Il giorno si avvicina e più si avvicina più ridimensiono i miei innamoramenti, le festività, le domeniche coi tuoi, i bagni in piscina, preparare le materie, mangiare, bere l'acqua, fumare una sigaretta dopo il caffè.
Giuseppe è stato ed è l'amore della mia vita e tutti gli amori che verranno dopo dovranno confrontarsi col fatto che quella gioia che non capita a tutti a me è toccata, per grazia di non so quale dio. 14 anni insieme sono tantissimi, li rivivrei tutti. Abbiamo fatto sempre tutto insieme: i litigi, le distanze, i tramezzini, le uova alla Marta, curare i gatti, ballare. Casa nostra era un rifugio per la nostra famiglia queer, distrutta anch'essa. Con la separazione arriva la consapevolezza che tutto è cambiato, ma Giuseppe è nel mio cuore, nel mio corpo ma non nel mio spirito perché sono materialista. Abbiamo fatto tutto in terra e l'idea di aver passato il giorno più bello della mia vita, il giorno del nostro matrimonio, insieme a lui mi riempie non di nostalgia ma di una felicità ridicola, fanciullesca, vicino alla realtà. Quando si ama come abbiamo amato noi anche la separazione è un traguardo da vivere insieme e insieme lo stiamo vivendo.
"Non ti amo più
e non mi ami più
ma io ti scrivo
perché
quando ci incontriamo
io lo vedo
come mi guardi
e posso anche vedere
come io guardo te,
io Sofia
non ti amo più
ma tu resti
l'amore della mia vita,
esiste
un solo amore della vita
e noi lo abbiamo conosciuto, amato
e poi abbiamo smesso
di sentirne la mancanza
ma tu resti
l'amore della mia vita,
è difficile
farlo capire
agli altri
ma io mi smonto
quando ti vedo,
cambio occhi e cuore,
ritorno vecchio,
dura solo un attimo
perché io,
e neppure tu,
possiamo più permetterci noi,
però quell'attimo
c'è sempre,
come quando ti chiamo
al telefono
per sapere come stai, quell'attimo c'è sempre perché tu
sei l'amore della mia vita, l'incoerenza,
le lotte,
le ostinazioni
io con te
e per te
tutto questo
lo potevo sopportare.
Se devo descrivere l'amore
io parlo di lei
ma se mai mi chiedessero
di qualcosa
che va oltre l'amore
io parlerei di te
perché tu resisti
nonostante io
abbia smesso di amarti molto tempo fa".
[Charles Bukowski)]