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Le mie frasi in una conversazione 



posso dirti una cosa?
per la birra.
noi potremmo anche vederci, parlare. magari ci piacciamo e andiamo a letto.
magari continuiamo anche e stiamo bene.
il punto è che io per ora non posso affrontare nulla che riguardi la sfera relazionale.
non posso più.
io dico in generale, non stasera.
non la prima sera. in generale.
ho il cuore morto.
non è che sto malino. è che proprio non c’è più.
e non è una metafora.
sono stata sei anni con G.
dopo sei anni ci siamo lasciati non perchè lui mi odiava. 
e non perché fossi stronza o cattiva
ma perché lui si sentiva continuamente adombrato da me.
l’ultima volta che ci siamo visti, a giugno, lui mi disse “tu prima o poi vivrai una vita normale esattamente come l’ho io. ma io non sarò mai come te e il fatto di non poterlo essere e saperlo ed esserne consapevole mi ammazza e stare con te significa ricordarmi ogni giorno cosa non sarò mai”.
in questo anno in cui io e lui siamo stati lontani ovviamente sono stata con una miriade di altri ragazzi  fuochi di paglia.
ma era tutto intrattenimento.
il mese scorso un ragazzo ha abusato di me, non con un rapporto completo, per fortuna. 
anche lui era intrattenimento. si è trasformato in una cosa brutta
e ovviamente non ne ho fatta una tragedia. 
l’abuso di potere è una merda. 
da quando è successo però ho deciso di stare da sola
e mi sto rendendo conto di stare elaborando adesso la mia separazione da G., che non vorrei mai più come compagno. 
ma quell’evento, insieme ad altri eventi di questo anno, hanno distrutto tutto quello che ho costruito in 30 anni e io non ho la forza neanche per dare dei baci.
Lo so che non ho ancora 30 anni.
Ma non ho la forza per un sacco di cose.
questo discorso non lo faccio a nessuno e credo di starlo facendo a te perchè non voglio che una birra possa significare cose altre se non “una birra”.
senza “vediamo che succede” senza aspettative, senza niente.
e oltre a distruggere tutto quello che ho costruito ho distrutto dei concetti saldi nella mia testa.
io oggi so che non voglio una famiglia. non voglio dei figli.
non voglio doveri, non voglio obblighi dettati dalle relazioni di coppia.
non voglio levare i libri dal letto quando mi corico. 
non voglio depilarmi necessariamente sennò non viene duro.
voglio non lavarmi anche per tre giorni se è il caso e voglio ballare per tre giorni anche se non è il caso.
e siccome tutti, tutti, si innamorano di me, tutti, io ti chiedo per favore la birra prenditela con una ragazza che manco lo capisce che il cuore non ce l’ha più che qua non c’è possibilità di ricostruzione se non come illusoria e momentanea possibilità di svago da se stessi.
Scrivi.
dimmi questo tanto.
ho bisogno di tanto da ascoltare.
iniziamo da dove vuoi.
tutte le persone che sono state con me hanno avuto problemi con me per lo stesso motivo che ha detto G.. almeno G. l’ha ammesso.
il primo è mio padre, con cui non parlo più. il mio primo ragazzo. alcuni amanti che hanno scelto delle ragazze belline con cui costruire cose normali e fare cose normali. 
io sono sempre, per tutti, l’eccezione, il film.
ho provato a dare il mio cuore, dopo di lui, anche al primo che passava, rendendomi conto man mano che non riesco più a immaginarmi con una persona accanto.
neanche come amante, neanche come niente.
lui dopo me non ha avuto nessuna ragazza, neanche per andarci a letto. 
Ma non mi ha detto che dopo me non può avere nessuno e mi odia per questo.
continua, ti ascolto.
sono nella fase “col cuore morto non ne vale mai la pena”.
non parlo di sentimenti.
non stai capendo il mio discorso.
tu sai meglio di me
che il cuore ossigena il corpo.
senza i battiti si muore.
io parlo di quello.
io per ora sopravvivo. 
i battiti non ci sono.
sopravvivo. 
lavoro. 
bado a mia nonna. 
non ho la forza di fare altro.
“io non so nulla” è una frase che le persone usano per fare i finti umili pensandosi alla Socrate  
FOTTUTO