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Dicembre 2025



31Forse è partito. 
Ma secondo te parte? 
A me pare che stia prendendo. 
No non sta prendendo, guarda. 
Ma ti dico che ora parte! 
Oh pare ca pigghiò! 
No secondo ne ora si spegne. 
Mah. 
Come dici tu.
Non partí niente, vafanculo.
Minchia si è spento di nuovo. 
Siamo due incapaci. 
Dalle 6,30 di stamattina.




30 Sto leggendo "L’ultimo dono" di Márai, il suo diario dal 1984 al 1989.
Quando arriva lo metto, non essendomi accorta che era un diario e aveva una sezione a sè a casa, dicevo, lo metto nella mensola dove ci sono "Le braci".
Lo cerco. Non c'è. Guardo nelle altre mensole: non c'è. Guardi dietro le librerie. Non c'è. 
Impazzisco letteralmente. È il secondo libro che non trovo dopo il trasloco. Perché proprio le braci? Che neanche mi era piaciuto, ma era importante fosse là perché sarebbe andato nella sezione "più libri dello stesso autore straniero".
Ho tante sezioni nella mia biblioteca: storia, filosofia politica, filosofia, estetica, teatro, poesia, cinema, libri sulla droga, libri inqualificabili, manuali (di arte), arte, biografie, autobiografie, lettere, diari. Vi sto annoiando. Ma per me è importante trovare immediatamente un libro a seconda delle caratteristiche che ha.
Ma le braci? 
A casa mia c'è la leggenda del folletto burlone che ruba le cose per fartele ritrovare mesi dopo. 
Sicuramente è stato lui. 
Devo solo aspettare.




29 Mi sento sola di una solitudine a me inedita. Non sono una persona sola, eppure mi sento l'unico essere umano al mondo, quasi come un Dissipatio di Morselli. Un'ecatombe intorno a me. Ho affrontato la cosa come lo affronterebbe un bambino: stando con mamma, ma non basta, i gatti mi attirano troppo, questa tana mi richiama a sé. 
La mia tana ha 12 gradi. La scaldo e la faccio arrivare a 17. Si dorme bene, si mangia poco, si prende la bustina per fare la cacca ogni giorno. 
Non ascolto più radio tre. Preferisco questo silenzio interrotto da miagolii tenerissimi e che richiedono attenzione. 
Non basta un libro, figuriamoci un film, per sentirmi piena. 
Mi sento amputata di un arto. 
Non voglio persone in questa casa, questa casa non può essere capita e chi ci è entrato non ha capito. 
Per questo mi sento sola, perché quando uno entra qua dentro trova sempre cose che non vanno: c'è troppo freddo, culo ha fatto cacca a terra, la cucina è brutta, il bagno ha i sanitari degli anni '80. 
In pochi capiscono che qui c'è l'anima mia scoperta ed ecco io non mi sento di mutare anima per nessuno adesso. Voglio stare sola anche se mi sento sola: non voglio relazioni, non voglio baci. Voglio solo stare qua con Carla Lonzi a parlare di arte.




25 I miei natali, soprattutto quelli dopo i ricoveri, sono pieni di silenzi. Non c'è una zia che ti chiede quando ti sposi, non c'è un cugino che dice che sei dimagrita. I miei natali sono zeppi di un silenzio rispettoso di chi fa di tutto per non fare soffrire la vita di chi è già in difficoltà. 
Io mi dissocio sempre durante i pasti in famiglia. Sono troppo rumorosi, ci sono i bambini che urlano ad ogni regalo scartato e io, dal canto mio, so che non ce la posso fare e che non vedo l'ora che finisca il pranzo per andarmi a rifugiarsi a casa coi gatti. 
I miei sono natali pieni di silenzio perché tutti sanno che c'è qualcosa che non rientra nella norma e i normodotati, beati loro, non hanno coscienza del senso di morte che aleggia in ogni regalo. 
La faccio tragica perché per me è una tragedia: tutti quei baci, tutti quegli abbracci, rispondere ai come stai alle persone che sanno meno della mia malattia. 
Sono felice che mamma e zia e mamma siano vive, forse questo mi basta.


22Sono sola in un bar e chi sa sa che è una cosa molto rara per me. Sto leggendo Carla Lonzi. Ho chiesto al barista se davo fastidio e mi ha guardata come a dire "ma sei scema?”, dovendogli spiegare che molti bar questa cosa non la fanno fare per non avere i tavoli occupati. 
Mi sento di una solitudine strana: da un lato straordinaria dall'altro disperata. Mi confonde questa scissione, questa incomprensione. Vorrei che ci fosse qualcuno con me ma forse Carla Lonzi basta. Sono confusa. Bevo acqua frizzante.




8 Povera Maria, preservata nel grembo materno e messa incinta senza che sapremo mai se fosse davvero consenziente. Mi immagino sempre Maria come una vittima del patriarcato e ogni suo "no" non sarebbe stato accettato perché dio ha scelto lei e lei deve essere composta, assertiva, educata, consenziente. Penso spesso a lei, ho la sua medaglietta al collo e penso a quanto dolore ha potuto e dovuto sopportare per quel "ok va bene". Ok va bene. Sembra un abbandono per chi deve dare consenso a chi sennò fai arrabbiare e non vuoi si incazzi. Sembra una indifesa donna sola tra uomini che decidono per lei. Non credo ci sia nulla da festeggiare il giorno della Madonna, ma solo da ripensare a quanto il consenso sia purtroppo la prima scelta.


6Scendo da casa di mia madre dopo aver mangiato e fatto terapia. 
Arrivo a casa, mi seggo e aspetto la morte. 
Non ho paura, forse solo un pochino. Sto seduta. Accarezzo i gatti, fumo, bevo acqua. 
Aspetto. 
Aspetto. 
Non succede niente. Aspetto. 
Tutto il pomeriggio. 
Poi quando il pomeriggio finisce inizio a riprendere le pillole, mi sento di tornare al mondo perché il tempo è scandito adesso dagli orari dell'Assunzione Delle Pillole. E nasce in me questa frenesia di andare a dormire che non mi lascia, è tutta una preparazione per quando mi coricherò.
Preparo il libro giusto di cui leggerò solo 5 pagine, preparo gli occhiali da vista, cerco un segnalibro. Invano. 
Prendo il Nozinan e vado e dormo, faccio incubi e non vedo l'ora che sia mattina, di nuovo. Ancora.