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Questa casa l'ha ristrutturata mamma. È una casa che so gestire perché sono tre stanze. È stata ricavata dalle stanze della nonnina e di mio zio. Nella camera di mio zio ho visto il mio primo filmino porno in TV di notte, ho bevuto il latte caldo da bambina, abbiamo tirato la tenda per filtrare la luce, mi prendevano in giro per i tic ma c'era Dario che mi faceva giocare sempre.
In camera della nonnina invece ci giocavo, rifiutavo le caramelle della badante perché faceva puzza, ho fatto un intero album di figurine della bella e la bestia, ho ricevuto l'unico ceffone da parte di mio nonno, ho visto la bara della nonnina insieme a Olli. Sono a casa, in una casa che non ho mai sentita mia ma che ora amo profondamente e devo ringraziare mia mamma per l'opportunità che ancora una volta mi sta dando. Uscire dalla clinica è un ceffone, ma questa casa è una carezza come quella di mia madre e mia zia.
8Ad un giorno dal rientro nella realtà mi aspetterà il divorzio e il trasloco, ma anche i gatti, mamma, zia e papà. Mi aspetteranno Giorgio e Guglielmo. Rimarranno con me Calogero, Giulia, Federica, Ilenia e Rosario.
A un giorno dal rientro nella realtà mi rendo conto che devo leggere quel fetente di Paolo Milone in un altro modo, avendo visto adesso cosa vuol dire legare e cinghiare la gente.
A un giorno dalla libertà mi accorgo che sono più libera qua anche se trasgredisco le regole perchè ribelle ero fuori e ribelle sono qua dentro ("un bel tipino") e fuori non ci sarà la stessa libertà, ma un ritorno alla normatività.
Ho capito che davvero non esiste la differenza tra pubblico e privato, che le persone della clinica ti dimenticano e tu le dimentichi. Che i rapporti che restano forse sono tossici ma vuoi portarli avanti comunque. Che forse basta con la bulimia e mangiare sano ha più senso. Che lavarsi se non lo fai per te almeno fallo per non fare sentire la tua puzza ad altre persone. Che il clistere se fatto dall'infermiera ti fa cacare di più, ma se usi sempre clisteri non cachi più da sola. Che il Talofen è una botta che ti sale in testa e puoi prenderne a litri tanto non dà dipendenza. Che le inservienti e le infermiere si dimenticheranno di te e di me che canto dolce droga di Signorino e loro ridono. Che l'abbandono esiste, che la pazzia esiste, che il suicidio esiste, che la cattiveria esiste, che l'indifferenza esiste, ma che anche io esisto e non mi voglio più ammazzare (santo Serenase).
Grazie da vostra indifferenza e grazie davvero invece a chi c'è stato col pensiero, con gli abbracci virtuali. Grazie a Tita che mi ha aiutata. Grazie a chi ha badato ai gatti. Grazie per amarmi. Vi amo anche io
8"se esco giorno 11 o 14 cosa cambia se tanto appena esco mi ammazzo lo stesso?". Ho il cuore rotto per Giulia che cerco di calmare dalle 6 di stamane perchè il medico non sale. Entriamo in un altro reparto dell'amore. E ti dico ciao Giulia, sarai mia sorella per sempre. Ti saluto qua, ti saluterò quando troveremo la corda a casa tua
6Quando mancano 8 giorni alla libera uscita dalla riabilitazione psichiatrica guardi i pazienti nuovi e perdi l'interesse per le loro storie e le loro urla non ti toccano più, diventando un sottofondo ovvio