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Agosto 2025



31Culo non è più solo. Non solo. É diventato genitore. Non importa se mamma o papà. Sta insegnando ad Adelino tutto quanto c'è da sapere in questa casa: che quando dormo non mi si deve disturbare perché questo lo può fare solo lui, le insegna e aspetta che faccia pipì e cacca, la porta dove ci sono cibo e acqua. Adelino è una peste, è una strega, è con la palpebra interna sigillata all'occhio. Ti guarda di sbieco, un pochino male. Culo le ha lasciato il suo posto sul divano e invano cerca un posto altrettanto migliore: è due giorni che cerca ma niente. Niente di niente.




28 Sono la persona più felice del mondo per Adelino e sì, mi basta un gatto a riempirmi la vita.
Il primo giorno ha preso confidenza con la mia stanza, dove sta adesso, separata dagli altri gatti. Oggi abbiamo raggiunto un buon livello di tollerabilità perché siamo stati tutti sul divano senza farci male, accettandoci tutto sommato a vicenda.
Ma sono piena di angoscia. Una angoscia ridicola se ci penso, ma una angoscia che riguarda il non essere accettati. Adelino sarà accettata?
Io, come malata mentale, vengo accettata pochissime volte e da persone che hanno il mio stesso problema: l'isolamento.  Potremmo unirci tutti insieme e fare baldoria, ma la depressione è troppo forte. Quando mi chiedono parlo della mia malattia di buon cuore, ma i giudizi sono sempre molto severi. La psicologa di un mio ragazzo gli ha detto di stare attenta a me perché sono schizoaffettiva. Se neanche i lavoratori del settore ci danno una speranza di vita, una dignità di amore, tra "non pari" la cosa è quantomai irrealizzabile. Io stessa, davanti a un ragazzo schizofrenico, ho rifiutato un invito a cena, sapendo la sua patologia cosa poteva comportare. Quindi un isolamento totale. 
Oggi guardavo questa gatta così diversa dagli altri, così piccola,  così indifesa che mi sono sentita piccola e indifesa anche io, sulla brace del mondo, alla ricerca di una normatività che ci vogliono levare a tutti i costi.




27 Sono seduta sul divano da 2 ore completamente dissociata. Non distesa a fissare il muro. Seduta. Scrivere mi aiuta a ritornare in me. Mi ero alzata dicendo CHE BELLISSIMA GIORNATA, tra lo stupore mio e di mia madre. Torno a casa mia, ritrovo le meraviglie del mio posto: i libri, i gatti, le lenzuola leopardate. Buon dio ma perché ogni giorno si trasforma in un incubo? Diventa tutto nero, nero come Culo. Ogni mollezza diventa pesante, lavarsi un compito difficilissimo. Sono stata 20 giorni da mio padre, i giorni erano meno neri perché ero sempre alla luce del sole e il sole è vero che fa bene, fa bene agli occhi, fa bene al cuore. Ma ero costretta a stare fuori, perché da qualche parte dovevo fumare. Qua invece il tanto amato giardino diventa un posto a sé a cui non appartengo. Non ci apparteniamo. Appartengo a questa casa piena d'amore, ma la gioia? Forse quando ritornerò a scrivere?
Oggi vado a prendere Adelino per portarlo a casa. Confido nei suoi occhi strabici e bianchi un ritorno di leggerezza e gioia




22 Ho deciso di smettere di studiare.  Ho provato 5 facoltà e non mi sono mai laureata. Ebbene sì. Non mi sono mai laureata. Ho studiato con Alberto Garutti, mio maestro, e questo mi ha dato la possibilità di diventare critica d'arte con una credibilità. 
A parte questi momenti di crisi devastanti che ho, studio tutto il giorno tutti i giorni. Non mi stanco. Leggo più libri insieme. Scrivo.
Ho deciso di scrivere. Trasferire i miei diari al PC, scrivere i miei saggi che tanto rispetto. Voglio un tempo lento, in cui scrivere è pensiero, argomentazione, sollievo. Voglio scrivere.  É il sogno che ho fin da bambina. Scrivere di arte, filosofia dell'arte ed estetica.
Ho nascosto ai miei il mio fallimento a Brera inventando che mi ero laureata. Loro non ci hanno mai creduto e io credevo di averli ingannati. Sono loro che hanno ingannato me trattenendo la propria consapevolezza. 
I gatti, il PC, i libri, le pillole sono la vita che voglio oggi. Non v'è spazio per un compagno o una compagna. Voglio stare sola: "amata solitudine, isola benedetta".




21 Questo post parla di mio padre. Lui è lui. Niente maiuscole. Niente stemmi, niente ringraziamenti, nessun pronunciamento di lode. Lui è lui.
É la persona che più odio al mondo. Il mio odio è talmente feroce che annorbo, esco da me, mi faccio vecchia nei ricordi traumatizzanti.  
Questo non è un inno ai padri, il fatto che sia mio genitore non significa nulla, per me. Nulla. 
Ci ubriacavamo insieme e insieme abbiamo passato la qualunque e abbiamo superato tutto, tranne la mia malattia che all'inizio vive a con terrore e a cui ora si sta abituando. É un post pieno d'amore questo perché ora che l'ho perdonato, ora che mi sono perdonata lo vedo vecchio i capelli bianchi, le tettine al petto. Lo vedo così vecchio che mi viene da piangere e nasce in me un amore smisurato, accidentale e animalesco. Gli vorrei dire che gli voglio bene guardandolo in faccia invece riesco solo al telefono, quando ognuno rimane col suo e con se stesso. 
Dopo 37 anni di odio e di traumi sono riuscito a ridimensionarlo da genitore a persona. É stato difficile. Ora che ce l'ho fatta accarezziamo insieme i gatti.




18 Questa è la panchina dove fumo.  Scomodissima. Ti si rompe il culo. Se fumi tante sigarette di seguito non ti senti più le gambe.  Ho preso un caffè e ne vorrei un altro. Comunque questa panchina è il posto, a casa di mio padre, che ha sostenuto maggiormente la mia presenza. Fumo, bevo, mi vengono le crisi, mi sposto e rannicchio se passa la macchina dei proprietari. É una bella panchina, è simpatica coi suoi fronzoli. Ma tagliente, con una parte di legno scheggiato. Devi stare attenta a dove metti il culo. Questa panchina è come la mia vita: ferma, statica, immobile. Oggi l'ho trovata spostata in diagonale e mi è venuto un attacco di panico.




18 Mi sento piú malata che mai mentre piango leggendo la solitudine di Antonia Pozzi


18 Adelino è un colpo di fulmine. Cieco da un occhio, lo amo da quando aveva pochi giorni. É monellissimo, fa la guerra a tutti e gioca tutto il giorno. Vorrei portarlo con me, ma mamma e zia non sono d'accordo e, si sa, il volere di una malata mentale vale un pochino meno se hai dei tutori. É la malattia mentale o il desiderio? Non lo so proprio. E forse hanno ragione le mie tutrici.
Il fatto di andarmene e lasciare Adelino qua mi riempie si sconforto perchè non lo vedrò crescere e diventerà un gatto adulto che non avrà memoria di me e questo un po' e con il giusto peso mi crea dolore. Aldelino orbo.  Adelino.




15 Smetto di fumare l'avrò detto un centinaio di volte.
Quando avevo 21 iniziai a tossire sangue e smisi. Ora non c'è nessun motivo per smettere (tumori a parte). É il mio conforto, la mia bellezza.
Sono da mio padre, fumiamo insieme, ci teniamo compagnia e parliamo. Sono momenti molto intimi con le braci accese. Quei momenti si trasformeranno, li ho traditi. 
Mio padre non crede che smetterò. Neanche io.
Mi sento come Zeno cosini che si disperava per le sigarette : "questa è l'ultima. 
La mia sarà l'ultima?




12 Mentre g@z@ muore io penso a Culo. C'è un micio, qua dove sono per ora, che somiglia a lui quando era piccolo. Sono fuori casa e penso a lui. Lui che ogni volta che si ammala cambia un pochino e non capisco perché. Culo ha 5 anni. L'abbiamo trovato per strada, pieno di pidocchi e pulci. Era felice per strada, monellissimo. Faceva le fusa al niente. La notte, prima che lo prendessimo, io e Giuseppe parlammo del nome del gatto, qualora lo avessimo ritrovato l'indomani mattina: Culetto Mariella perché non sapevamo ancora il sesso. L'indomani, trovandolo, lo abbiamo portato da Marco e appena gli abbiamo detto culetto Mariella è rimasto intontito, giustamente. Per gli amici e le amiche: Culo.
Culo mi asciuga lacrime quando piango, ha cambiato carattere quando abbiamo cambiato casa, è rimasto con me anche se era il gatto di Giuseppe.  Culo violenta Frilli, si picchia con Lulù. Loro non l'hanno mai accettato ed è solo di una solitudine pesante, consapevole di non essere voluto. Quando culo sta male non manca a nessuno e nessuno dice niente, anzi sospiri di sollievo. E a me dispiace.  Mi dispiace enormemente e a volte, quando lo lasciano solo io piango per lui perché è uguale a Giuseppe. 
Culo mi fa soffrire di una sofferenza indicibile, stupida, da gattara pazza, da persona che non prova sentimenti se non con la testa, ormai. Ma i sentimenti per lui sono nella pelle, come per le altre due. Culo è solo. É solo come un cane.




10 La famiglia è un concetto patriarcale. L'uomo con il suo ruolo, la donna col ruolo peggiore. Nessuno sfugge a questo destino. 
Ma quando trovi degli utenti come te, che soffrono le stesse cose che soffri tu, che ti capiscono solo guardandoti, ecco che la famiglia diventa luogo di rifugio, confidenza, amore e stima. 
Ho avuto la fortuna di trovare sul mio cammino il gruppo di auto mutuo aiuto, oggi non so come farei senza di loro, con le barzellette di Giorgio mentre ho gli attacchi di panico, le sigarette fumate con Francesco, la bellezza di Loredana e Zaira, il contributo fondamentale della dottoressa, mamma, sempre in prima fila a mettersi in discussione. Con l'idea del gruppo trovo in me la forza che quando sono solo non penso di avere, ritrovo la speranza, a tratti la gioia, anche se mi affatica il numero enorme che siamo.
Sono una persona fortunata.




8 Il mio corpo informe deforme conforme 
Pesavo 59 kg
Ora ne peso 75 (ne ho persi già 5).
É una grossezza strana la mia. Il Depakin mi ha fatto prendere 10 kg e la Quietapina altri 10. Ma la Quietiapina è subdola perché ha messo tutti i chili nella pancia. Quando ero ancora sposata mi dicevano "che bello di già un figlio?" E io molto ingenuamente dicevo "sono solo grassa, non sono incinta” e le persone sbiancavano per la schiettezza,  immagino.  
Nel mio corpo ci sto male, non è più mio. Ci sono tutte queste pieghe da psicofarmaci e rotoli a cui non sono abituata. Penso a quando a 60kg pensavo fossi grassa e penso quanto sia stato sbagliato allora e ora pensare questo. É il mio corpo, con la sua cellulite, le sue smagliature, le sue grassezze. É l'involucro di un verme, il saio troppo pesante di una strega. 
Ho ricominciato a scrivere.




7 Questo è il muro che guardo ogni giorno da, mi sembra, due anni. I quadri sono molto belli. 
Soggetto Nomade e Miron Zownir sono poster che abbiamo preso con Giuseppe ai cantieri da letizia. Poi c'è Lilia che era un regalo mio a Giuseppe, ma Lilia ero io nel poema delle vertebre di Majakovskij e ho deciso, da sola, di tenerlo (che brutta cosa la divisione degli oggetti) e poi Omar Galliani, una mostra del 2000 credo, visitata con mio padre quando ero ragazzina e a cui sono molto legata.
Lo guardo ogni giorno senza provare niente. Né dolore, né emozione, né commozione, né ricordi. Lo sto facendo ora razionalmente per spiegare la loro provenienza, ma non c'è il benché minimo sentimento nel guardarli. Neanche ricordi legati ad essi. Niente.
A me Fromm non piace ma dice delle cose vere sulla depressione e la capacità di provare emozioni, neanche il dolore o la frustrazione di tutto questo tempo fermi.
Sarà per questo che mi innamoro di chiunque mi dia un minimo di attenzione, perché esco dal torpore del mio stato emotivo nulla per essere immersa in emozioni piccole che mi sembrano enormi.
La depressione è una merda. 
Non è epidemica come diceva in un pessimo articolo Marsili.
Essere depressione significa guardare in faccia le persone che ami e capire che non senti questo amore che però tu sai. Vuol dire separarsi e scrollare le spalle invece di struggersi per un fallimento.
I gatti sono i miei compagni solitari nella lotta alla sopravvivenza. Nel loro spazio dignitoso mi fanno compagnia senza mai essere troppo eccessivi.
Giuro che non mi suicidio più. É la mia vendetta.




3 Con una stanza tutta mia, la camera da letto, mi sento in colpa per i gatti. Ho messo la toppa, sono indipendente. Niente peli, solo libri ovunque, la cassa, il ruterino. Il sole quello bello, il riflesso delle piante. Mi sento in colpa come una madre che abbandona, che non si cura, che decide di vivere la propria vita come ha fatto Merini. Mi sento in colpa come quando faccio il bagno nel Mediterraneo e sono morte migliaia di persone e mi sento contenta a nuotare. Mi sento in colpa di essere così stanca.